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Valeria Marini: “Cottone, una metamorfosi. Volevo un figlio, ma lui non aveva mai tempo”

20140107_60489_99_350890_000002h“L’ho sposato per amore, ma dopo le nozze si è trasformato in un altro uomo. Volevo un figlio, ma di figli non c’era il tempo di parlarne”. Valeria Marini, sulle pagine di “Chi”, torna sulla fine del suo matrimonio (lampo) con l’imprenditore Giovanni Cottone: “Ho sbattuto la faccia contro l’amara realtà – ha fatto sapere – avevamo una concezione diversa del rapporto matrimoniale. Ma a lui così andava benissimo. Io mi sono voluta sposare davanti a Dio da credente per quel “per sempre” che avrei voluto ripetere all’infinito. Ma da quel giorno non ho più pace (…) Posso solo prendere atto che il nervosismo, la distanza, un certo temperamento arrogante, in colui che era diventato mio marito sono prevalsi di colpo”.
Il tempo passato assieme non è stato molto: “La solitudine, per me, è diventata imperante. Lui era sempre in viaggio, e quando era a Roma stava spesso nella casa che aveva affittato al piano sotto la mia. Io desideravo tantissimo un figlio. Ma di figli non c’era il tempo di parlarne. Non vedevo mai mio marito. E quando lo vedevo si parlava solo di lavoro. Con discussioni infinite. E ciao ciao famiglia. Io non sono una che si arrende, sono tenace: ma ho avuto davanti a me un muro di gomma. Con lui la mia vita era tutta un “forse”. Nessuna certezza. Era diventato impossibile continuare dopo quella metamorfosi a cui avevo assistito”.

Valeria Marini: “Cottone, una metamorfosi. Volevo un figlio, ma lui non aveva mai tempo”ultima modifica: 2014-05-13T18:39:41+02:00da acristina30
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